Fà molto discutere la decisione di Facebook di rendere pubblici i profili dei propri utenti.
Questa decisione, che è chiaramente rivolta a far aumentare l’esposizione di Facebook all’esterno e quindi naturalmente anche il suo traffico, oltre a porre interrogativi sul versante della tutela della privacy (tema che va per la maggiore, sopratutto quando si parla di Google), ci spinge a ragionare su cosa faranno Facebook e tutti gli altri social network “da grandi”?
Naturalmente una delle risposte più ovvie è che decidano di sfuttare commercialmente quello che in fondo è il loro più grande asset: la conoscenza dei profili, socio-demografici e comportamentali (gusti e preferenze su moltissime tematiche), dei propri utenti diventando di fatto delle pagine bianche 2.0
Spingendoci oltre, possiamo immaginare che in futuro una qualsiasi azienda (e non solo) potrà conoscere vita morte e miracoli (online) di ciascuno di noi utilizzando semplicemente uno dei nuovi motori di ricerca di persone, come spock per esempio, che aggregano tutte le informazioni presenti online su di un individuo e poi permettono a chiunque di andarle a ricercare…sicuramente un bel risparmio in ricerche di mercato non c’è che dire!






Effettivamente spock funziona abbastanza bene.
Se i grandi player cominciano a rendere pubblici i dati, questi sistemi di acquisizione automatica si arricchiranno rapidamente di informazioni.
A questo punto c’è da chiedersi come saranno modificabili, e soprattutto se cancellabili.
Per ragioni di privacy credo che alla fine i motori più grandi dovranno “piegarsi” ai desideri degli utenti…ma temo che queste info comunque rimarranno nei DB e negli indici di moltissime aziende che senza farsi notare fanno un crawling quotidiano di tutte queste fonti….ma basta fare i nostradamus per oggi!
In effetti facebook ha dei privacy settings molto sofisticati e personalizzabili. Mi ha regolarmente avvisato prima di rendere il mio public listing pubblico con un messaggio che sta in cima agli altri per uan settimana e invita a rivedere i propri privacy settings, coi quali si può impedire il public listing del proprio profilo o regolarlo. Gli stessi privacy setting consentono anche di essere invisibili, non solo all’esterno, ma anche agli utenti registrati. Secondo me il problema, come sempre, sono le opzioni che ci sono date.